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Rapporto del rilievo topografico 2006 / Survey 2006

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Nell’ambito del progetto di ricerca su Villamagna relativo all’anno 2006 è stata effettuata una campagna di ricognizione archeologica nei terreni circostanti il complesso della villa e del monastero di San Pietro. La natura multidisciplinare del progetto e l’aspirazione ad una comprensione storico-archeologica esaustiva del sito, infatti, hanno suggerito lo sviluppo di indagini estensive che, affiancandosi alla conduzione dei saggi di scavo e alle rilevazioni magnetometriche, hanno restituito ulteriori dati e informazioni utili per una ricostruzione dettagliata del paesaggio archeologico attorno a Villamagna.

L’attività di ricognizione ha interessato precisamente un’area di km² 25, compresa per la maggior parte entro i confini amministrativi del Comune di Anagni ed estesa poco oltre nei territori limitrofi dei Comuni di Gavignano, Montelanico e Sgurgola. L’area presa ad esame è caratterizzata da un complesso frazionamento fisiografico: comprende infatti terreni sul fianco settentrionale dei Monti Lepini, sui rilievi collinari, nei plateaux vallivi e nei luoghi di fondovalle, distribuiti a quote comprese tra m 345.3 e m 171.4 s.l.m.; è, inoltre, contrassegnata dalla presenza di sorgenti pedemontane, dai sistemi idrologici del fiume Sacco e del Rio Santa Maria, e da un fitto reticolo di canalizzazioni, fossi e forme di irregimentazione delle acque. Dal punto di vista geologico, presenta formazioni calcaree sui Lepini, banchi di pozzolana e affioramenti di rocce risedimentate di origine vulcanica a ridosso della fascia pedemontana, terreni alluvionali e terrazze travertinose a valle. Il 70% circa della zona conserva terreni incolti o destinati ad usi agro-pastorali, in parte interessati dallo sviluppo di un’edilizia residenziale; il resto della superficie è occupata invece da un distretto industriale, incrementato da interventi infrastrutturali in corso d’opera e dalla costruzione di nuovi fabbricati.

All’interno di quest’area sono stati ispezionati 142 campi localizzati entro un raggio di km 3.5 dalla villa, contraddistinti da condizioni di visibilità almeno sufficiente. Tutti sono stati attraversati per linee parallele a intervalli regolari, modulando l’intensità della ricerca (fino a un min. di 1 ricognitore ogni m 10 e a un max di 1 ricognitore ogni m 30) per conservare la possibilità di una osservazione efficace della superficie. Si è così prodotta una copertura controllata della zona prescelta, documentando quantità e tipologia di materiali archeologici erratici, fluitati, dilavati o ributtati in ciascun campo, rilevando al contempo la presenza di strutture o concentrazioni particolari di manufatti, per i quali è stata adottata la denominazione di sito. Sono stati poi raccolti tutti i materiali diagnostici e, nel caso delle aree di frammenti fittili, campioni rappresentativi di tutti i pezzi rinvenuti.

L’interrogazione, le attività di processing, lo studio e l’interpretazione dei dati raccolti, sono volti ora alla definizione del quadro insediativo circostante il sito di Villamagna, sia in senso sincronico che diacronico, al fine di recuperare le relazioni spaziali e storiche tra il sito stesso e il suo contesto.

A questo proposito particolarmente interessanti sono i rinvenimenti di alcuni siti di infrastruttura e di tracce della viabilità antica: nei campi adiacenti l’attuale strada per Villamagna, infatti, è stata rilevata la presenza di basoli che, benché in giacitura secondaria, segnalano il percorso di una strada antica pavimentata, forse quella pavimentata dall’imperatore Settimio Severo nel 207 d.C come e’ riportata dall’ iscrizione famosa. Questa strada, in parte ripercorsa dalla via moderna, scavalcava verosimilmente il fiume Sacco in corrispondenza dell’odierno ponte, a lato del quale sono stati osservati i resti di una struttura muraria a pianta quadrata con attacco di volta (sito 31).

Per il resto, la distribuzione degli ulteriori siti consente di rintracciare in via predittiva le zone di stanziamenti rustici e di ville, chiarendo al tempo stesso le scelte locazionali, le modalità di accesso allo spazio geografico e gli investimenti sul territorio: il rinvenimento di una cisterna in opus caementicium (sito 24) e di un terrazzamento in opera poligonale (sito 25) lungo i versanti di montagna, ad esempio, mostra la necessità di raccogliere e conservare l’acqua lungo pendii carsici privi di deflussi idrici superficiali e contemporaneamente lo sforzo di regolarizzazione dei suoli per esigenze sia produttive che strutturali; molti siti, inoltre, si trovano in punti rilevati e in posizione panoramica, prossimi a corsi d’acqua o vicini alle sorgenti. Si vedano, anche in questo caso a titolo di esempio, due dei siti più significativi, sicuramente riferibili a insediamenti di età imperiale: in uno, ad W di Villamagna, è stato possibile esplorare parte di un sistema idraulico scavato in un banco di pozzolana, composto da tre gallerie e alimentato da una sorgente sotterranea (sito 14); nell’altro, a N di Villamagna, si è riscontrata un’area a forte dispersione superficiale di materiale fittile e da costruzione, marmi, vetri e tessere musive, delimitata dal fiume Rio Santa Maria (sito 17).

La rete di questi stanziamenti sarà presto analizzata dal punto di vista diacronico attraverso lo studio del materiale ceramico raccolto, al fine di individuare gli elementi di continuità o di discontinuità tra le diverse epoche e, in particolare, tra il periodo repubblicano e i secoli dell’impero, cercando gli effetti prodotti sul territorio dalla costituzione e dall’estensione del praedium imperiale di Villamagna.

Più difficile, al momento, è inferire dati sulla frequentazione della zona in età arcaica, così come più labili si sono rivelate le tracce riguardanti in generale il periodo medievale. Ad ogni modo, i risultati conseguiti dalla ricognizione costituiscono già un sostanziale aggiornamento rispetto alla carta archeologica di Anagni pubblicata nel 1969 per il VI volume della Forma Italiae. Al termine della ricognizione, infatti, più del 50% dei siti rintracciati è risultato sconosciuto o inedito. Questo dato sintetizza da solo le potenzialità che le ricerche topografiche possono attualizzare.
As part of the Villa Magna project, a campaign of archaeological survey was conducted in 2006 in the areas around the Villa and the monastery of S. Pietro. The multidisciplinary nature of the project and our desire to develop a comprehensive historical and archaeological understanding of the site implicated a survey, which could be read in conjunction with the excavations and the geophysical survey.
—Federica Romiti

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The area surveyed comprised an area of 25 square kilometres, lying for the most part in the Comune of Anagni, crossing very slightly over the borders into the Comuni of Gavignano, Montelanico and Sgurgola. The terrain is varied, including parts of the Northern flank of the Monti Lepini, hilly areas, plateaus and valley bottoms, ranging in height between 171.4 and 345.3 m above sea level. The area is permeated by springs, both from the foothills and parts of the hydrological systems of the River Sacco and Rio Santa Maria, and a system of canals and channels for water management. The geology includes the limestone formations of the Lepini, banks of pozzolana and resedimentary rocks, of volcanic origin, in the foothills, as wells as alluvial deposits and terraces of travertine. About 70% of the terrain is uncultivated or used as pasture land or farms, part of which is being developed for residences. The remaining areas are occupied by an industrial zone, which is growing.

142 areas within 3.5 km of the villa with conditions of good visibility were surveyed. They were examined by surveyors in parallel lines at regular intervals, ranging from a minimum of 1 surveyor per 10 m and a max of 1 surveyor per 30 m who recorded quantity and typology of archaeological materials and structures or particular concentrations of objects, which were designated sites. Diagnostic materials were recovered, and representative samples of pottery were collected.
The processing of these data is targeted at identifying the settlement patterns around the site of Villamagna, both in a synchronic and diachronic sense. The aim is to determine the spatial and historical relationships between the site and its context. The survey has yielded new information about the infrastructure and means of access to the site of Villamagna. In the field adjacent to the current road to the Casale, basalt paving stones have been identified in a secondary context, which signal the lay of a Roman road, perhaps that laid by the emperor Septimius Severus in 207, as a well-known inscription attests. The modern road follows part of this track, which probably crossed the River Sacco at the modern bridge, next to which a square structure with the springing of vaults has been identified (Site 31).

The distribution of the other sites identified allows us to retrace the areas of occupation, both rustic and elite (villas), clarifying choices of location, means of access and investments in the terrain. A cistern in opus caementicium (Site 24) and a terrace in Cyclopedian masonry (Site 25) along the slopes of the mountains suggest the ancient need to collect and conserve water along the slope which otherwise has no superficial water source, as well as to exploit the terrain for production and construction. Conversely, many sites are located in prominent places in the panorama, near water sources. Two of the most significant of these structures date to the Imperial Roman period, one, to the West of Villamagna, is identifiable by its hydraulic system carved into a bank of pozzolana, including three galleries and supplied by a spring (Site 14). The other, to the North of Villamagna, is recognisable in the large quantity of pottery and construction materials, including marble, glass and mosaic tesserae, in the area bordered by the River Rio Santa Maria (Site 17).

Study of these data continues. The network of these sites will be analysed in a diachronic sense, looking at the chronology of the ceramic material, with the aim of identifying episodes of continuity and rupture in different periods, in particular between the end of the Republican and the beginning of the Imperial period. What effect did the creation and extension of the Imperial praedium of Villamagna have on the territory?

Answers about the archaic period and the medieval period remain difficult, partially because of the relative inconsistency of the materials collected. Nonetheless, the results of the survey constitute already a substantial addition to our knowledge with respect to the previous survey, published in 1969 for the VI volume of Forma Italiae. 50% of our sites were previously unidentified. This figure should demonstrate the potentiality of topographic research in this area.
— Federica Romiti