Scavi di Villamagna 2007, FOLD&R Italiano
Nello scavo del Casale la nostra interpretazione dell’ambiente a nordest quale cella vinaria per la produzione, l’immagazzinamento e l’invecchiamento del vino e’ stata pienamente confermata dallo scavo completo dell’area indagabile. Lo scavo ha rivelato una serie di dolia. Sebbene sia il pavimento in opus spicatum che gli stessi dolia siano stati spoliati, abbiamo potuto ricostruire dal taglio per l’alloggiamento di questi almeno 28 dolia disposti in quattro file parallele. A sud della cella vinaria sta un secondo ambiente, definito da un muro semicircolare che lo chiude a sud. Un secondo muro semicircolare crea con il primo un vano di passaggio a deambulatorio (ambiente III). L’interpretazione dell’ambiente semicircolare quale coenatio trova confronti non solo in analoghe strutture in ville di particolare pregio ma anche nella menzione nell’epistolario tra Frontone e il giovane Marco Aurelio (Fronto 4, 6) di una mensa imperiale consumata nel torcular.
Ad ovest e’ una scalinata monumentale, che costituisce l’ingresso alla struttura. Si tratta di una scala che alterna piani pavimentati a mosaico con una serie di tre gradini rivestiti in marmo lunense, cosi’ come rivestite in marmo lunense con marcapiani in pavonazzetto erano i due muri della scalinata.
L’occupazione post-antica del sito e’ testimoniata da almeno 200 buche di palo e fosse. Quelle che si sono potute datare sono di XII secolo. Tale materiale consente di avanzare l’ipotesi che l’insediamento rappresentato dai buchi di palo possa essere uno dei casalia menzionati nella coeva documentazione relativa al monastero di S. Pietro in Villamagna.
Lo scavo nell’area del Monastero ha rivelato una torre campanaria, una fossa di fusione per una campana, oltre duecento sepolture e un serie di strutture relative al monastero stesso. Ad est della chiesa, una nuova area di scavo, D, ha invece restituito una strada romana (in senso E-W) pavimentata in basoli ed in buono stato di conservazione, lungo la quale e’ stato costruito un edificio dalla pianta a griglia, distrutto da un incendio in un qualche momento della tarda antichita’. Sia la strada che l’edificio furono tagliati da un fossato che correva in senso N-S, al cui limite ovest era una fondazione in cementi e materiale informe, probabilmente la fondazione di una palizzata. Il fossato si data per la ceramica associata e le monete alla meta’ circa del V secolo.
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